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Il marketing dell’intimo fa “washing”

Il mercato dell’intimo, e quello femminile in particolare, ha visto negli ultimi anni, l’entrata in scena di diversi attori che giocano, chi più chi meno, sull’effetto seduzione.

Ricorrere al corpo della donna per la promozione di un prodotto è ancora la scelta più diffusa: semplicità di realizzazione e risultati di tutto rispetto sono i plus che tendono a premiare questa soluzione. Spesso però la leva sessuale è troppo marcata, o inappropriata, ottenendo un effetto completamente opposto: una comunicazione sgradevole e fuori dai valori della marca. Quando il target è abbastanza eterogeneo, le reazioni a questo tipo di “standard” pubblicitario, sono diverse a seconda del genere spettatore: le donne non possono fare a meno di identificarsi, sentirsi sexy per un momento grazie all’idea del prodotto, gli uomini (e come biasimarli) tendono semplicemente a godere i momenti di manifestazione del (semi)nudo.

Se si parla di intimo, la scelta di rendere protagonista una bella donna che si muove sinuosa, è, probabilmente, la più comprensibile, vista la materia prima!

Accompagnate da frasi ad effetto, o da immagini bucoliche, la modella di turno, protagonista e dominatrice della scena, finisce col mostrare forme rese più evidenti da reggiseni di “ultima generazione” e slip dai miracolosi interventi.

Lovable sovverte questo assunto. Nell’ultimo spot per il lancio di “24H Lift” la sequenza ha addirittura dell’ironico andante: insomma basta con pose da copertina e caratteri alla “femme fatale”, ad entrare in scena è una signora di mezza età che fa il bucato in una lavanderia self service, e dove incontra un giovane niente male in attesa del suo “bucato”.

Lavaggio, centrifuga e… ad uscire è una ragazza con indosso solo il suo Lovable 24H Lift, così comodo che non vorresti toglierlo mai. Di un reggiseno difficilmente si dice che è comodo, o che non lo senti, anzi uno degli atti liberatori di una donna è proprio quello di slacciarsi l’indumento e finalmente respirare! L’idea che è alla base è simpatica, anche se difficilmente mi mettere in una lavatrice solo perchè non voglio stare senza Loveble (al massimo ne compro qualcuno in più).

Sullo stesso filone la campagna stampa, che riprende la protagonista sdraiata di tutto punto in un comodo e rassicurante letto, con il pay-off a chiarire la scena: Loveble 24H Lift “l’unico con cui vorrete andare a letto“.  E con i tempi che corrono, come dargli torto!? =)

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Comments on: "Il marketing dell’intimo fa “washing”" (4)

  1. E per gli uomini, non c’è niente ? ;)

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